Deportati a Mauthausen.

16 Gennaio 2007 3 commenti


Martedì 9 gennaio si è svolta la 63° commemorazione dei deportati della F.Tosi.

La Franco Tosi era ed è una storica fabbrica meccanica del legnanese,nata sul finire del 1800 è ancora attiva anche se la sua forza lavoro è ridotta a circa 200 operai.Nel suo periodo d’oro di operai ne impiegava 5000.Mio padre,fiero operaio del reparto Radiologico,mi racconta che quando è stato assunto,negli anni ’50,usciva dalla ditta in tuta da operaio perchè quella tuta attirava le ragazze.Lavorare alla Tosi,infatti,voleva dire “avere il pane a vita” e quindi ti rendeva più appetibile.

La commemorazione ricorda la deportazione di nove dipendenti.
Nei primi giorni di gennaio del ’44 gli operai della F,Tosi decisero di scioperare per ottenere migliori condizioni di lavoro.Nel legnanese nello stesso periodo le azioni Partigiane si facevano di giorno in giorno più numerose e importanti,regnava quindi un certo nervosismo tra le fila dei nazifascisti.Fu con queste premesse che l’allora Generale delle S.S. Zimmerman decise di sbloccare la situazione con la forza.Era il 5 gennaio.I Tedeschi,spalleggiati dai fascisti entrarono nella F.Tosi,i lavoratori si fecero trovare sul piazzale,la tensione era alta ma i lavoratori non si mossero.I tedeschi, allora, piazzarono le mitragliatrici e spararono in aria disperdendo la folla. Subito dopo cominciò la caccia ai membri della commissione interna. Circa ottanta persone vennero caricate sui camion e trasportate al carcere S. Vittore.Quasi tutti furono rilasciati tranne nove persone, i membri della Commissione Interna che dopo qualche giorno furono deportati a Mauthausen.Solo due di loro,Paolo Cattaneo e Natale Morandi torneranno a casa, agli altri toccò una morte atroce, di fame di stenti e di maltrattamenti.I loro nomi,Pericle Cima,Alberto Giuliani,Carlo Grassi,Antonio Vitali,Francesco Orsini,Angelo Sant? Ambrogio,Ernesto Venegoni.

Venegoni Ernesto era mio nonno.

Mio padre a mia zia ricordano poco di quei giorni…
La sera non tornò a casa e loro pensarono subito al peggio.Non volle assolutamente mettersi al sicuro,ricordo che rispose a mia madre:”Non ho fatto nulla di male,perchè dovrei nascondermi?”

Mio nonno era stato rinchiuso nel settimo raggio del carcere di S. Vittore,quello dei prigionieri politici.E di li a pochi giorni fu deportato nel lager di Mauthausen.Morì per le pessime condizioni di vita il 27 marzo del ’45.Mia nonna seppe della sua morte dalla lettera di Ernesto Boccaccio di Torino,suo compagno di prigionia con il quale scambiò ancora qualche lettera.

Uno stralcio della lettera.
“Ed ora ritornando al caro scomparso,vi posso assicurare che sempre si ricordò con grande affetto di lei signora,dei suoi due bambini di suo fratello di tutti,insomma di tutta la famiglia.
Poi parlava spesso dei bambini e si spiegava che la bambina era buona,bruno il maschietto,tutti e due molto affezionati.
Soffrì molto a causa della brutta malattia senza avere alcun rimedio nè cura da parte di quelle belve e morì con lucidità di mente pensando a lei,signora,alla sua mamma che invocava nei momenti tristi,ai bambini.
Ed ora signora,smetto perchè questa lettera è molto dolorosa anche per me a scriverla.”

Quest’anno L’R.S.U. della Franco Tosi,per commemorare i deportati,ha deciso di non invitare politici o sindacalisti ma un artista,un musicista ed attore,Moni Ovadia.Questo l’inizio del suo bellissimo discorso…
“Ho formato la mia identità in posti come questo,in centinaia di fabbriche grandi e piccole.La mia attività ha senso solo se riesco a dare valore a ciò che dico e faccio:sono cresciuto come antifascista e morirò come antifascista.La memoria dell’antifascismo non serve per la nostalgia.Manifestazione di questo tipo costruiscono il futuro.Non si deve cercare di edulcorare il passato attraverso false salotterie televisive che cercano di inebetire i nostri giovani”.

Sterminio nazista.

12 Dicembre 2006 5 commenti


tra i cinque e sei milioni di Ebrei sterminati
quattro milioni di civili Slavi
tre milioni di prigionieri di guerra
un milioni di prigionieri politici
tra cui mio nonno
mezzo milione di Rom e Sinti
duecentomila omossesuali
molti testimoni di Geova
sterminati dalla follia
nazista
dall’indifferenza dei più

Fanculo

4 Dicembre 2006 8 commenti

Fanculo.
Fanculo a Prodi
e che dire di d’Alema?Fanculo?
Fanculo all’imprenditore sceso in piazza
fanculo
Fanculo alla partita IVA
e alle tasse
Fanculo a Giovanni Lindo Ferretti
e alla sua conversione
una posa
Fanculo a Elisa
e alla sua musica
Fanculo ai sindacati
e ai padroni
Fanculo al Papa
e alla sua sessuofobia(?!)
Fanculo al lavoro
e agli operai
Fanculo ai centri commerciali
e ai commercianti del centro città
Fanculo alle isole pedonali
e ai pedoni
Fanculo ai parchi
e alle strade
Fanculo agli animali
e alle persone che son peggio
Fanculo a chi scrive
e a chi legge
Fanculo a chi viaggia
senza capire un cazzo
Fanculo alla guerra
e alle pacificazioni
Fanculo al sabato sera
e a John Travolta
Fanculo a Bush
e ai potenti
fanculo!!

Media indipendenti.Indymedia.

2 Dicembre 2006 Nessun commento


Dopo sei anni di coraggiosa e necessaria informazione INDIPENDENTE chiude Indymedia Italia.Nato intorno alla grande protesta globale di Seattle e Genova è stato un punto di riferimento per tutte le persone che credevano e credono che si possa fare informazione vera e di qualità partendo dal basso.Una su tutte,la grande campagna di verità fatta su Genova,con la pubblicazione di un montaggio con molte delle violenze gratuite perpetrate dalla polizia ai manifestanti.Video che se ancora non avete visto potete scaricare qui: http://www.ngvision.org/mediabase/333 ,con un accorgimento…preparatevi a indignarvi!
“Non odiare i mezzi di comunicazione,diventa il tuo mezzo di comunicazione”,questo lo slogan di Indymedia,uno slogan che è sempre più attuale,visto il moltiplicarsi di siti di controinformazione in rete.Perchè allora questa decisione? Credo che ora come non mai,con un governo di centro-centro, sia indispensabile avere un punto di riferimento come Indymedia.Non mi rimane altro che invitarvi a leggere il testo qui sotto,tratto dalla pagina di Indymedia Italia.

“Indymedia-Italia a 6 anni dalla sua nascita ha bisogno di ripensare il suo modo di essere media, e per farlo ha bisogno di silenzio, di tacere, ha bisogno di ripartire senza rete e di allargare la discussione a 360 gradi.
Indymedia è nata dalle strade e dalle piazze, luoghi che hanno trovato spazio sulle diverse parti del sito: il newswire, la colonna centrale, le categorie tematiche, i dossier. Ma anche il forum e le mailing-list.
Tutto ciò Indymedia lo ha fatto mantenendo sempre il suo essere network locale/globale che torna nelle strade e nelle piazze a chiudere il cerchio.
Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l’area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell’open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali.
Anche le mailing-list sono entrate in crisi, fra scarsa partecipazione e/o difficoltà nelle discussioni, e la ricerca del consenso, ovvero l’armonizzazione delle diverse posizioni e sfumature, è diventata sempre più difficile.Tutto questo è oggetto di riflessione continua perché il senso critico impone di (ri)mettersi in discussione, sempre, ma il rumore di fondo è assordante e c’è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero.”

Indymedia-Italia chiude per ricominciare.
Riferimenti: Indymedia Italia

DiaFRaMMa!!

8 Novembre 2006 9 commenti


All’inzio degli anni ’80 Firenze era un laboratorio musicale in grado di produrre almeno due grandi nomi della musica Italiana.I Litfiba e i Diaframma.Dei Litfiba e della loro graduale deriva verso un pop commerciale e di maniera si sa già tutto,dei Diaframma invece si sa poco e pochi conoscono questo grande nome della New Wave italiana.I nostri 4,Gianni Cicchi alla batteria, Leandro Cicchi al basso, Federico Fiumani alla chitarra e Miro Sassolini alla voce,nel 1984 danno alle stampe,dopo un paio di 45 giri,il loro primo album intitolato “Siberia”.Uscito per la IRA,gloriosa etichetta indipendente fiorentina,Siberia è un disco inquieto e potente che sferra pugni in faccia e martellate sonore grazie alle musiche “dure” e ai testi di un Federico Fiumani apparentemente già maturo.Come non citare come fondamentali almeno quattro canzoni contenute nel disco.”Delorenzo”,”Amsterdam”,”Siberia” e “Specchi d’acqua”.Il disco venderà circa novemila copie.Un successone.Nel 1986 è la volta di “3 volte lacrime”,disco di indiscusso valore ma meno d’impatto rispetto al primo contiene anche lui alcuni brani memorabili,”Madre”,”3 volte lacrime” e “Libra”….. “il futuro da un nome agli sbagli di sempre e quando non esistono li crea”!!Nell’88 è il tempo di “Boxe” il disco dei Diaframma che me li ha fatti conoscere ed amare,quindi il mio preferito.Senza più casa discografica il disco viene autoprodotto,ci sono anche dei cambi nella formazione.Il disco si apre con la splendida “Adoro Guardarti” e tra canzoni più calme ed intimiste ad altre più picchiate e quasi urlate con urgenza il disco vola ai massimi livelli della musica italiana.Oltre alla già citata Adoro Guardarti come non citare l’agitata “L’Altra parte di me”,la splendida “Godi Amore” e la magica,e non sto scherzando “Caldo” una delle più belle e coinvolgenti canzoni italiane mai scritte.
Ora questi tre LP sono stati ristampati,rimasterizzati,con tanto di brani inediti e DVD allegato con vari filmati d’epoca ormai irreperibili.Una occasione ghiotta per chiunque di scoprire la migliore band italiana degli anni ’80.Altro che Litfiba!!Appena saputo dell’uscita sono corso dal mio spacciatore di CD e mi son comprato Boxe,ho però già ordinato anche “Siberia” e “3 volte lacrime”!!E non vedo l’ora di riascoltarli!!

CALDO
Non basta tenere soltanto
gli occhi aperti
per buttare giu’
un sorso di caffe’.

Fuori fa caldo
e chissa se
dietro le serrande abbassate
c’e’ qualcuno
che ha coraggio da vendere
e fa l’amore.

Io, io sono venuto a trovarti al mare
per guardarti nuotare
e baciare i tuoi bambini.

io ,io avrei voglia di sapere
se di umanissimi ombrelloni sei stanca,
se pensi a me.

I tuoi amici sono
un mucchio di stronzi
hanno facce da ricchi premi
e cotillon.

Vestito come in citta’
il caldo batte in testa
e al cuore,
scioglie gli affetti
e forse li fa cambiare.

L’autostrada e’ un macchia d’olio
l’autostrada e una serpe che striscia
o soltanto un miraggio
per tornare a casa.

Steso su un divano di pelle
con la radio che urla buone vacanze
poi un pensiero esplode,
sono chiuse le fabbriche.

Caldo,
non vale la pena
ricominciare
con questo caldo.

Milano è così?

4 Novembre 2006 1 commento


Milano come non si era mai vista.Milano sacrificata agli affari e ai soldi.Milano pulita,laboriosa e confusa.Tutto questo e altro ancora è la Milano di “A casa nostra”.Ultimo film di Francesca Comencini,già regista di “Mi piace lavorare” e “Carlo Giuliani,ragazzo”.Ugo,Luca Zingaretti,è un banchiere che si prodiga a far soldi in maniera poco lecita e con la caparbietà di chi è convinto che nessuna legge debba essere rispettata calpesta tutto ciò che gli capita a tiro.Rita,Valeria Golino,è un capitano della guardia di finanza che da qualche tempo cerca di incastrare Ugo.Intorno a loro si muovono una serie di personaggi che rendono la pellicola un film corale e complesso.Ci ritroviamo così in mezzo alla vita di Ugo e alla sua accolita di “amicizie”,politici corrotti e falsi e vari faccendieri,c’è la Milano della questura,la Milano della moda,la Milano della bella vita di plastica.Poi c’è Rita e la sua fatica a conciliare la vita privata con quella lavorativa.Con lei troviamo una Milano diversa,fatta di ex carcerati,prostitute,giovani che si cercano e anziani che cercano di sopravvivere.Un bel film,vero e sentito che ci dice una volta tanto come stanno le cose.Un film che indaga ciò che si sa ma non si conosce,le dinamiche del far soldi ad ogni costo e le dinamiche del sopravvivere e vivere la propria vita anche in questo caso ad ogni costo.Un film invernale ma non freddo,che lascia l’amaro in bocca ma che offre un piccolo spazio alla speranza che le cose possano cambiare o modificarsi grazie alla vera Milano laboriosa e onesta,anche operaia se vogliamo,non nel senso più stretto del termine ma come approccio,sentimento….
Proprio oggi ho ascoltato un’intervista alla Comencini che spiegava che il film non è un ritratto di Milano ma dell’Italia.Può anche essere.Fatto sta che nella mia città,Legnano,alle porte di Milano,qualche tempo fa la moglie di un imprenditore stufa delle violenze del marito che la costringeva a sdraiarsi per poi calpestarla con le scarpe ai piedi ha deciso di consegnare alla magistratura i libri contabili “neri” del marito,dai quali sono usciti vari pagamenti o tangenti,per l’allora Vice Sindaco Legnanese.Da sfondo a tutto questo ci sono feste hawaiane e gioielli comprati e venduti per ottenere favori sul piano regolatore o grossi appalti comunali.L’imprenditore edile continua a costruire,tra le altre cose,il nuovo ospedale di Legnano.Il vice sindaco,invece,ha patteggiato e si è preso un anno e qualche mese con la condizionale,ora è indultato.Certo è che questa storia un pò lo ricorda il film dellla comencini.Un’ultima riflessione,nel film ci sono due Milano,una onesta e una disonesta,allora perchè il sindaco Moratti è andata su tutte le furie per il film?Forse le ha fatto male riconoscere(si) nella Milano disonesta?

CriticalMass

18 Ottobre 2006 1 commento


Scatole d’acciaio furiose che sputano fumo e rumore cercando disperatamente di mantenere il predominio sulle strade ma con scarsi risultati.Pedoni sbalorditi che guardano e sorridono al passaggio dei folli,qualcuno fischia,qualcuno applaude,qualcuno ormai riconosce la massa indistinta e saluta.Fischietti,trombe,campanelli e slogan ne annunciano solitamente l’arrivo.Girano intorno alle rotonde tre quattro volte creando file di macchine impazienti,si intrufolano ovunque,girano dove gli pare,scartano a destra e a sinistra,passano sui marciapiede,impennano e vanno a zig zag.Spesso affrontano a muso duro qualche automobilista troppo intraprendente,distribuiscono volantini “sovversivi” mentre macinano chilometri con la sola forza delle gambe…Ma chi sono?Bande di motociclisti?Taxisti infuriati?Cani randagi scappati dal canile?No,sono i ciclisti della Critical Mass che si riappropriano delle strade.Che affermano che non c’è un solo modo per spostarsi e che le strade non devono essere pensate solo per le auto!!Sempre + bici,sempre + critical mass sempre – auto sempre – inquinamento.
Riferimenti: Critical Mass Legnano

O.R.So.

13 Ottobre 2006 6 commenti


Continua la chiusura e la repressione degli spazi di socialità autogestita di Milano,infatti,mercoledì 11 ottobre le forze dell’ordine hanno sgomberato L’O.R.So. il centro sociale in cui militava Davide “DAX” Cesari,ucciso dai fascisti la sera del 16 marzo 2003.Viene così chiusa l’esperienza dell?Officina di resistenza sociale che era cominciata nel 2001.E così se ne va un altro luogo importante dove lo scopo primario non era il profitto ma la condivisione di ideali e spazi fisici,un luogo pieno di iniziative e cultura,un luogo aperto a tutti.Un luogo dove si parlava di antifascismo e dove l’antifascismo era militante.
Una tattica quella di chiudere questi spazi di socialità alternativa,che sembra fatta apposta per far morire in una città come Milano qualsiasi esperienza che non sia a scopo di lucro e che non regali divertimento e contenuti da lobotomizzati.Non c’entrano le regole da rispettare a cui spesso fanno riferimento i politici cittadini,quello che si vuole distruggere è la resistenza umana e sociale che questi luoghi rappresentano.Non a caso è in pericolo di sgombero anche il Centro Sociale Leoncavallo.
Come al solito i primi a non interessarsi di tutto questo sono gli esponenti della politica di sinistra.Una sinistra istituzionale che a Milano e un pò in tutta la Lombardia,langue dietro alle politiche del centrodestra e che sempre meno spesso si pone come interlocutore di luoghi ed esperienze che ormai evidentemente non considerano più condivisibili.Per prima cosa il rispetto delle regole cazzo!Non è quello che ripete sempre anche il Sindaco di Bologna Cofferati?Il primo sindaco Bolognese che se potesse chiuderebbe anche le piazze!Sono certo che i compagni dell’O.R.So. troveranno al più presto un altro luogo dove creare un’altro spazio sociale da condividere con chi non ne può più della triste omologazione avanzante in quel di Milano.
Milano Crimanale!!

Il pericolo(so) papa Ratzinger.

2 Ottobre 2006 9 commenti


Confesso che sto disertando i TG nazionali.Mi annoiano a morte.Non mi frega niente di sapere che dice questo o quell’altro politico,vorrei sentire i fatti e le analisi,vorrei vedere inchieste importanti e invece c’è la fiera del politico un tanto al kilo.Che palle.Quindi non so se la notizia che sto per riprendere sia passata o meno nei TG.
Giovedì 28 settembre in nostro “bravo” Ratzinger ne ha sparata un’altra delle sue.Ha infatti chiesto all’ambasciatore tedesco presso la Santa Sede e quindi alla Germania di “non rimpatriare i cristiani stranieri che sono perseguitati per ragione della loro fede nei loro paesi”.In poche parole si chiede ad un paese europeo di accogliere o non accogliere(viene da se)i migranti a seconda del loro credo religioso.Un’altra mossa,io credo,per tentare di radicalizzare i cristiani europei,far combaciare le posizioni occidentali con quelle delle sue “fantomatiche” radici cristiane e costituire così una grande Europa cristiana da contrapporre al mondo Islamico.O meglio,costruire una nuova Europa cristiana creando una contrapposizione “fine” ma netta con il mondo Islamico.Ma il nostro brav’uomo,rappresentante di Dio in terra non si è limitato a questo.Ha infatti colto l’occasione per riprendere discorsi che ormai conosciamo bene.La difesa della vita,la manipolazione della stessa e il pericolo Pacs sono in grado di disgregare la civiltà europea,solo l’accettazione,supina(aggiungo),dei valori cristiani potrà salvarla.
Allelujah.

Fottuto lavoro!

27 Settembre 2006 2 commenti

Avevo vent’anni la prima volta che ho messo piede in ditta.Avevo vent’anni ed energia e orgoglio da vendere.Era il 1991 e l’economia,almeno qui in Lombardia tirava,non esisteva il precariato e le difficoltà nel trovare un posto di lavoro non erano poi molte.
Dopo qualche tempo piano piano mi sono stati offerti posti sempre più di responabilità e io nel giro di quattro anni mi sono ritrovato “equiparato di reparto”,in pratica impiegato nei reparti di produzione.La mia mansione?Capomacchina/capoturno.Un lavoro tutto sommato discreto che mi teneva impegnato il cervello per otto ore.Più che altro lavorare per me era quasi un divertimento.Ora dopo 15 anni non mi diverto più.Quando la mattina alle 5.50 arrivo in ditta mi guardo intorno e ho paura.Paura di diventare come tutti gli altri,faccia smunta,cervello vuoto,rassegnazione negli occhi e macchina da venticinquemila euro.Pensare a cosa produrre,a come produrlo,a gestire gli uomini della squadra a stare sempre in tensione con chi sta sopra di me,capiraparto e direttori vari per non farmi togliere le poche cose che ormai davo per scontato.Cose come la sicurezza sul lavoro,le percentuali di turno,le pause al cesso per fumare una sigaretta…cazzo che fatica.Parlo al singolare perchè ormai ognuno pensa a se,i sindacati infatti non esistono più.
Impegnata a stare dietro ad un mercato sempre più competitivo la Preppi ha pensato bene come prima cosa di tagliare le spese sul personale.La seconda cosa che è stata fatta è aumentare i carichi di lavoro.La terza tagliare i costi di manutenzione.In pratica meno soldi,più lavoro,meno sicurezza.Pratica e realtà più diffusa di quel che si creda nelle ditte italiane.
Sempre più spesso mi domando se ne vale la pena,lavorare per mantenersi,per poter comprare,per poter andare in giro con gli amici,per consumarsi.Non è certo la vita che avevo immaginato io,orgoglioso di avere dei genitori operai,dei nonni operai,operai e comunisti per giunta!Orgoglioso di fare a mia volta l’operaio.All’epoca pensavo fosse l’unica maniera per non stare alle regole del sistema,per poter lottare contro il capitale e a chi lo governa.Che ingenuo del cazzo!
Ora quando sento o leggo o partecipo alle lotte dei nuovi lavoratori precari mi chiedo sempre più spesso se si rendono conto di che cosa voglia dire un posto di lavoro fisso,per la vita.Ripetitività,abitudini forzate,fatica,alienazione.Con questo non voglio dire che sia giusto o bello essere precari,dico solo che la soluzione non passa per il posto fisso e neanche per il lavoro salariato.E’ chiaro che fin che si vive in una società strutturata come la nostra non esistono alternative,o il lavoro o il nulla,questo mi è chiaro.Chiedo solo se tutto questo è giusto e sostenibile.Non può esistere una società che non ti incateni per automantenersi?Una società dove il tuo posto non è già li che ti aspetta.Lavoratore o disoccupato?Consumista o morto di fame?Incazzato o tranquillo.Partecipe o disinteressato.E’ già stato previsto tutto.Hai già la catena al collo.
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.E’ allora sotto a lavorare o a cercare un lavoro o a morire per il lavoro.Lavoro.Lavoro.Lavoro.Fottuto lavoro.
Oggi sono nero.

In Russia il 4 % dei giovani ha come massima aspirazione diventare un criminale.Che non abbiano capito tutto?